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Il patrimonio dato dalla produzione di Extravergine di oliva che possiede la Regione Lazio, è qualcosa che nel passato è stato sottovalutato più del dovuto e ce ne siamo ben resi conto alla primo Meeting dei produttori di Extravergine del Lazio svoltasi il 14-15 giugno scorso, voluto e organizzato da Slow Food, in collaborazione con la The Wine & Food Project e ospitato da comune di Frascati nell’esclusivo ambiente delle scuderie Aldobrandini. I produttori presenti sono stati ospitati molto opportunamente nei locali del museo Etrusco, dove a fianco a reperti di grande valore storico e culturale non hanno stonato gli abbinamenti ad un prodotto antico come la “spremuta di Olive” rappresentata dai migliori produttori non solo del Lazio ma dell’intero paese. La due giorni è ricca di momenti importanti ed emozionanti, dalla presentazione della “Guida agli Extravergini d’Italia” di Slow Fod editore, al Master of Food, al laboratorio del gusto, alla mostra mercato e banco d’assaggio con i produttori regionali selezionati nella “Guida agli Extravergini d’Italia”. Tutto ha avuto inizio il sabato 14 nella sala a specchi che comune di Frascati dove all’apertura della manifestazione è proprio il Sindaco di Frascati, Francesco Paolo Posa a salutare e dare in ben venuto a produttori e stampa sottolineando quanto l’amministrazione e la città stessa, con l’adesione a tale iniziativa, vogliono esprimere la convinzione che questo prodotto può e deve rappresentare non solo un segno delle capacità produttive del nostro territorio e della sua tradizione, ma deve anche essere un veicolo di valorizzazione territoriale, che passa attraverso la tutela dei terreni dalla cementificazione. “ come amministrazione – ha affermato il Sindaco – stiamo promuovendo numerose iniziative per vincolare in nostri terreni all’uso agricolo, con particolare attenzione alla vite e all’ulivo, con lo scopo di mantenere intanto l’equilibrio tra aree residenziali, industriali e agricole, evitare il depauperamento del paesaggio e tipicità di questo territorio. Iniziative come questa vanno in tale direzione e aiutano a creare una coscienza legata al territorio in tutta la cittadinanza. Il mio auspicio è che questo importante evento possa diventare una classica da inserire nel calendario dei grandi eventi organizzati dalla città di Frascati” Anche l’assessore Tommaso Mascherucci ribadisce la disponibilità dell’amministrazione comunale a sostenere successive edizioni di Extraslow che vede come canale fondamentale di sensibilizzazione verso il problema della produzione agricola di alta qualità che può essere un fattore fondamentale di crescita sia per l’economia del territorio che per la sua salvaguardia. Il problema è molto serio, e per darne l’idea, l’assessore ci ricorda come in pochi anni i terreni vitati dell’area tuscolana siano diluiti del 60% ,e non a favore di altre produzioni ma del cemento. I terreni coltivati ad ulivo per ora sono stabili ma c’è poco da stare allegri perché lo stravolgimento del territorio prosegue, e i vincoli posti dalle amministrazioni non sono sufficienti, le imprese col loro lavoro e i consumatori con le loro scelte devo fare la propria parte. Gli interventi proseguono e Dionisio Castello, Presidente Slow Food Lazio, insiste sull’importanza dell’aver acceso i riflettori su una produzione importante come quella dell’extravergine, cosa resa possibile grazie all’impegno costante ed appassionato di Slow Food, che prima attraverso i Master of Food e poi con la guida agli extravergini d’Italia ha dato un fondamentale apporto comunicativo che ha fortemente rilanciato l’importanza e la visibilità di queesto prodotto. Dionisio in particolar modo, si sofferma sugli sforzi fatti nella nostra regione per migliorare la qualità della produzione che in effetti in pochi anni ha fatto un balzo in avanti di significativa proporzione, portandosi ad essere la regione di punta della produzione italiana, avendo collezionato il maggior numero di produttori premiati da Slow Food con la tre olive. Dionisio si sofferma simpaticamente sul momento delle selezioni che hanno portato a tale risultato, di come parallelamente per il vino, nonostante l’impegno e i buoni risultati, il gap con le migliori regioni italiane è ancora significativo, situazione del tutto ribaltata per l’extravergine, dove il Lazio ha operato un sorpasso storico di cui Slow Food Lazio non può che esprimere soddisfazione, ma anche i più sentiti auguri a tutti i produttori intervenuti per migliorare ancora e anche di aumentare ulteriormente di numero. Giuseppe De Righi, presidente della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, sottolinea come sia importante che le istituzioni si facciano promotrici non solo di eventi di visibilità o di celebrazione ma diventino parte attiva nella produzione, dando incentivi e sgravi fiscali per l’ammodernamento o l’acquisto dei macchinari. « E’ importante – ci dice De Righi – che un prodotto del genere non sia solo visto dai produttori come un compendio del Vino, piantare olive per fare anche un po’ di olio oltre al vino e differenziare la produzione, ma dare valore alla produzione dell’olio extravergine di alta qualità come elemento di punta dell’azienda in via esclusiva o quanto meno paritaria rispetto ad altre produzioni ». Il legislatore però, ci fa capire, deve anche essere spronato da una popolazione sensibile e sensibilizzzata nei confronti delle tematiche legate all’agricoltura di alta qualità. La mostra mercato che, contemporaneamente alla conclusione della presentazione di Extraslow, si avvia, vede subito una buona partecipazione di pubblico, in teresse e curiosità spingono residenti e turisti ad entrare nelle suggestive sale delle Scuderie Aldobrandini per l’insolita occasione. Gli assaggi di olio dei vari produttori sono accompagnati dal buonissimo pane IGP del forno « Da Sergio » di Genzano di Roma che per l’occasione ha offerto i suoi prodotti, per creare un binomio di grandissima qualità. Oltre ai produttori di extravergine, La The Wine & Food Project, ha portato alla manifestazione anche un bravissimo artigiano delle beneventano, Morgan Maffei, che produce contenitori di acciaio inox di grandissima qulità apprezzati sia nel mercato nazionale che internazionale, e che grazie a questo evento a potuto megli dare l’opportunità ai produttori di propore i suoi prodotti. La giornata prosegue con un convegno dal titolo « L’Extravergine di qualità del Lazio verso il terzo millennio : Cultura agricola, valore delle cultivar, Mercato locale, Visione Globale » che si impreziosigne di nurosi e autervoli interventi, Stefano Asaro governatore Slow Food Lazio, uno dei principali ideatori della due giorni, nonché tra i più attivi nello staff degli organizzatori, nell’aprire i lavori del convegno si sofferma in particolare sull’importanza della scelta sugli ospiti dell’evento, la scelta cioè, di riservare la partecipazione soltanto ai produttori selezionati nell’ultima edizione della “guida agli extravergini d’Italia” cui sono state assegnate le tre olive, questo per dare un segnale qualificante, creare un monento di confronto e di incontro tra i massimi interpreti della produzione di questo millenario alimento, e rendere palpabile a operatori e appassionati, la grande crescita che è avvenuta nel settore in particolar modo nella nostra regione. Asaro saluta a nome degli organizzatori, i produttori intervenuti, provenienti da tutta Italia, come detto, tutti coloro che hanno ottenuto il più alto riconoscimento nella nuova guida agli extravergini d’Italia, curata da Tiziano Gaia, che non poteva non essere presente a Extraslow e non ostante, ci racconta, abbia avuto diverse difficoltà logistiche per arrivare, il suo entusiasmo e la sua oratoria non ne risultano affatto sminuite. Ci racconta di come in questi pochi anni la guida e la sua diffusione e prestigio siano cresciuti in maniera esponenziale, grazie sì, all’impegno di slow Food, ma soprattutto a quello di tutti produttori che hanno scelto di puntare sull’alta qualità, che hanno investito tempo e risorse, che hanno scommesso sul miglioramento qualitativo del prodotto. Le nuove sfide sono diverse, anzi tutto far sì che i produttori di eccellenza siano di anno in anno più numeroso, ma dall’altro evitre che l’extravergine di qualità rimanga un prodotto di nicchia, educare al consumo di un prodotto dalle grandi proprietà organolettiche e nutrizionali. Nicola Christian Rinaldi esperto di Marketing e comunicazione, illustra come le nuove tecnologie, e internet in particolare, possano essere un veicolo di promozione di grandissima efficacia, a basso costo, e in grado arrivare ai consumatori di tutto il mondo utilizzando semplici strumenti di web-marketing, come quelli che hanno permesso alla sua società, la The Wine & Food Project, di riuscire a far visualizzare a decine di migliaia di utenti della rete, gli annunci recanti le informazioni riguardanti l’organizzazione di Extraslow. Il dato interssante che emerge dall’analisi dei dati riguardanti Extraslow, è che il 13% dei contatti proviene dall’estero. L’analisi di dati come questi consente ai produttori di capire da quali paesi proviene un maggiore interesse verso un singolo produttore, questo consente a domanda e offerta di incontrarsi con maggiore semplicità, diminuendo le spese di promozione e riducendo la filiera, rendendo più efficiente il sistema. La rete dunque non è solo un canale privilegiato di comunicazione pubblicitaria ma anche sistema di scambio, di acquisto e vendita estremamente efficace ed efficiente, oltre che, grazie alle nuove tecnologie, decisamente sicuro ed affidabile. Renato Bernardi Delegato Lazio dell’Associazione Nazionale Cuochi Italiani, auspica, rivolgendosi ai produttori, una collaborazione più stretta e sinergica tra cuochi e produttori, “è il cuoco – ci spiega – che ha il compito di far comprendere, con il proprio lavoro, come un prodotto di alta qualità può fare una grande differenza nel risultato della preparazione di una pietanza. E’ il cuoco che guida le scelte negli acquisti della cucina in cui lavora, è lui che porta i clienti del locale alla conoscenza di dei diversi prodotti, è a lui che i produttori devono guardare come interlocutore privilegiato, veicolo di conoscenza e di sperimentazione dei loro prodotti. Questa sinergia è necessaria per favorire la conoscenza e l’utilizzo di questo prodotto importantissimo per la salvaguardia della dieta mediterranea e della salute. Eugenio Lozzi, presidente Apol, ci spiega che tra le maggiori difficoltà per l’espansione e la diffusione dell’extravergine dei nostri territori, soprattutto per quel che riguarda l’estero e la grande distribuzione, è che le aziende sono tutte piccole e micro imprese, l’azienda laziale più piccola possiede 0,9 ettari. Senza un sistema di aggregazione, senza un soggetto che si faccia promotore della consociazione tra questi produttori, è impensabile che si riesca a portare l’olio extravergine fuori dai confini nazionali, “inoltre – continua Lozzi – dobbiamo iniziare a guardare con maggiore attenzione alla grande distribuzione, senza per questo dover scendere a compromessi sul piano della qualità e del giusto costo di un prodotto del genere, ma dobbiamo abbandonare i pregiudizi e saper cogliere tutte le opportunità” L’organizzazione della manifestazione è stata veramente impeccabile, tutti i produttori ne sono usciti pienamente soddisfatti e la città di Frascati, gia ricca di grandi appuntamenti, ha conquistato un altro grande evento nel suo calendario. Il pubblico, accorso anche dai comuni vicini, ha apprezzato molto l’iniziativa, dimostrando interesse e partecipazione a tutti gli eventi legati alla manifestazione, che ha avuto, come detto, uno dei suoi momenti più importanti e aggreganti, nella presentazione della Guida agli Extravergini d’Italia” di Slow Food editore, in tale occasione i produttori di tutta Italia che hanno ricevuto le tre olive, sono stati premiati alla presenza dei vertici di Slow Food e dall’amministrazione di Frascati, ma soprattutto, hanno potuto avere un momento per conoscersi e per gettare le basi di quello che si spera possa diventare un sistema di cui fanno parte i migliori produttori di Extravergine italiano. Fare squadra per affrontare all’attacco le sfide del mercato attuale, è questo quello che auspica con forza Tiziao Gaia, il suo intervento, prima della premiazione, è tutto incentrato su questo, “Slow Food può mettersi a disposizione – dice Gaia – per aiutare i produttori ad entrare in contatto tra di loro, ma sono loro che devono metterci in gioco e trovare la giusta strategia aggregativi, che seppur nelle peculiarità di ciascuno, li possa mettere in condizione di essere un blocco unico in grado di fare massa critica in un mercato che sembra non voler lasciare spazio ai piccoli”.
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